Cuore con Zip

Wednesday, 12 July 2017 07:57

Conosco persone che consumano scarpe come si fa con le lime per unghie.

Io so custodirne un buon paio per anni ma datemi una bibbia e vi assicuro che avrà vita breve.

Anche quando ho posseduto le migliori versioni rilegate in pelle, queste sono finite sullo scaffale dei libri rotti nel giro di un paio d’anni.

Mi piace giocarci, spiegazzarne le orecchie, sfogliarle continuamente mentre ascolto un sermone, infilarle nella borsa per portarle ovunque vada, leggerle mentre faccio colazione e volto pagina con la brioche in mano, sottolinearne ogni parola che cattura la mia attenzione e annotare riflessioni con data, di fianco a ogni verso per me importante.

Le mie bibbie sono vissute, tanto vissute da sembrare cimeli ereditati dal bisnonno.

La mia ultima, però, ha avuto vita più lunga.

Anche quando la copertina frontale si è staccata in modo irrimediabile, ho continuato ad usarla in versione vissuta.

Per mesi sono andata ovunque con la mia bibbia malandata finché un giorno ho realizzato che quella copertina assente non aveva una funzione meramente estetica: alcune pagine iniziali mancavano all’appello.

Un libro senza copertina è destinato a perdere parti importanti del suo contenuto!

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Per non perdersi

Sunday, 30 April 2017 17:03

Vi siete mai chiesti come faccia Dio ad osservarci ogni giorno gestire maldestramente le nostre vite eppure reprimere l’istinto di interferire con la nostra libertà decisionale?

Io me lo chiedo spesso.

So già che al suo posto non resisterei alla tentazione di ibernare momentaneamente il mondo per mettere tutte le pedine umane sui sentieri giusti e felici.

Ma Dio non fa così:

Lui ci ha voluto creature libere e non si permette di privarci di tale libertà.

La vita che ci ha data è un dono e con essa possiamo farne ciò che vogliamo, anche un gran pasticcio!

 

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Bella come una madre

Wednesday, 08 March 2017 08:30

Raccolgo la sciarpa e il cappello di lana ai piedi del sedile, afferrò la busta della spesa nella zona posteriore dell’auto, infilo la testa nella tracolla della borsa, abbraccio libri e quaderni di scuola disseminati qua e là, metto tra i denti le bollette pagate e, con la goffaggine di un elefante, cerco di uscire dal veicolo senza perdere pezzi.

-Mamma,

mi dice mio figlio con la leggerezza e il buon umore di chi sembra appena evaso di galera,

-lo sai che oggi a scuola la mia compagna di banco ha detto di non sapere chi è Kobe Bryant?

- Davvero terribile!

gli rispondo nell’atto di far scorrere la cerniera della mia borsa con il mio unico dito libero.

Nel contempo procedo a passo svelto verso casa.

Fermo i libri con il mento e l'avambraccio e riesco a frugare con tutta la mano tra un groviglio di fazzoletti, penne e carte fedeltà, ma senza riuscire a trovare niente.

A questo punto mi sarebbe spuntata una goccia di sudore sulla fronte se fossi il tipo da sudorazione abbondante, ma grazie a Dio non è il mio caso.

Ancora linda e asciutta  mi specchio nella vetrata delle scale mentre però il nervosismo inizia a scendermi dritto allo stomaco con spasmi che conosco bene.

- Lo sai che il padre di Kobe ha giocato nel campionato italiano negli anni 80?

continua a erudirmi sul suo sport preferito, il più appassionato fan di NBA di tutto il centro Italia.

- Davvero???

rispondo con tono coinvolto, cercando di dimostrare interesse e di non pensare assillantemente all’espressione scortese  con cui la signora all’ufficio postale aveva cercato di rovinarmi la giornata.

 

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