Sognare in grande

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Sunday, 11 September 2016
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Ho imparato a conformare i miei sogni a quelli di Dio e a sottomettere al suo vaglio le mie aspettative di cose buone.

Anche quando i nostri desideri sono volti a ricercare l’avanzamento del regno dei cieli, non possiamo procedere a spada tratta guidati solo da un santo zelo.

Se pure la causa che ci ferve in cuore è nobile, il sentimento che lo accompagna è generoso e lo scopo che ci prefissiamo è altruistico, non possiamo sentirci autorizzati a fare tutto quello che ci passa per la testa e a seguire qualsiasi impulso ci viene da dentro.

Dopo tanti eccessi di zelo e qualche tonfo, ho tristemente imparato, come fu per Mosè, che non sempre andare nel nome di Dio significa essere da Lui scortati.

Quando non ci dà il via a partire è meglio non fare un passo.

I nostri sogni di cose grandiose si dimostreranno solo grandi in delusione.

Posso in parte capire quale fu il sentimento che invase il cuore dei discepoli quando videro il loro maestro appeso alla croce.

In un attimo tutte le loro aspettative di un futuro finalmente prospero e felice senza l’oppressione dei romani furono polverizzate.

 

Per tre anni avevano accarezzato l’idea che con un leader come Gesù la loro nazione sarebbe tornata agli antichi splendori e in tre giorni di sconcerto e di sgomento dovettero seppellirla per sempre.  

Dio aveva un altro piano e a quel disegno tanto elevato quanto incomprensibile dovettero piegare tutti i loro sogni e adeguare tutti i loro desideri.

A colpi di delusione questa cosa ho dovuta impararla anch’io.

Avvicinarmi al Signore significa spesso cambiare idea su cosa è meglio, su dove andare e su cosa fare.

Molti dei miei mega sogni non coincidevano completamente con i suoi.

Essendo un intreccio d’ispirazione divina e personale, avevano bisogno di qualche adeguamento e tante sforbiciate.

Ora lo so più di ieri:

quasi niente avviene come immagino e arriva come pianifico.

 

Simon Pietro disse loro:

«Vado a pescare».

Essi gli dissero:

«Veniamo anche noi con te».

Uscirono e salirono sulla barca e quella notte non presero nulla.

(Giovanni 21:3)

 

“Vado a pescare” disse Pietro dopo che i suoi sogni furono irrimediabilmente infranti.

Come a dire “Vado alla mia piatta, vecchia vita.

Torno a ciò che conosco, a quel che so fare e a quel poco che avevo.

Rientro nei canoni di un’esistenza normale e mi getto alle spalle ogni chimera illusoria!”.

In effetti i suoi, come quelli dei suoi amici, erano stati sogni fuorvianti.

Gesù lo aveva sempre saputo.

Anche quando cercava di indirizzare i cuori dei discepoli verso un regno molto più grande di una potenza mondiale terrena, sapeva che loro non riuscivano ad afferrare la profondità dei suoi discorsi.

Gesù sapeva anche che solo quando le loro aspettative sarebbero state disilluse, i suoi discepoli sarebbero stati in grado di comprendere e disposti ad aprirsi a un sogno più grande.  

Troppo piccole le loro aspirazioni di un regno glorioso come quello salomonico!

Gesù era venuto per stabilire un dominio invisibile ed eterno, in cui vige vera giustizia, non c’è mai crisi né penuria, non esiste debolezza né vulnerabilità, in esso regna la pace e i più alti valori ne sono il fondamento.



Gesù rispose:

«Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui».

(Giovanni 18:36)

 

Per una gran sognatrice come me è stato ogni volta un duro colpo quando le  mie fantasie si rivelavano non in linea con i progetti di Dio.

Così con il tempo ho imparato non più ad andare da Dio e dirgli:

“Ho avuto un’idea fantastica…!”, ma piuttosto:

“Tu cosa pensi in merito a...? In quale direzione procediamo?”.

Una cosa, però, che paradossalmente il Signore mi ha insegnato a non ridimensionare è la mia aspettativa di grandi cose.

Il suo piano e i suoi progetti, infatti, non sono mai meno ambiziosi dei miei, ma sempre esageratamente più grandi e stravaganti del prodotto della mia mente fantasiosa.

Siamo restii a prestare attenzione alla sua voce quando ci dice:

“Ti stai aspettando la cosa sbagliata. Attenzione! Pericolo di delusione in avvicinamento!”.

Siamo talvolta anche attoniti e increduli quando la delusione degli avvenimenti ci travolge in modo devastante.

Quello, però, non è per noi il momento di spegnere per sempre l’interruttore della nostra parte sognatrice.

Dio non ci vuole senza ambizioni, ma desidera semplicemente indirizzare i nostri cuori e i nostri pensieri verso aspirazioni ancora più grandi che non si riveleranno dannose chimere.

 

“Signore”

ho imparato a pregare ultimamente

“allinea i miei desideri ai tuoi e fa che il mio cuore aspiri alle cose giuste e buone che hanno vere possibilità di concretizzarsi.

Disintossica la mia mente dalle fantasie sbagliate.

Voglio appassionarmi per le cose che appassionano anche te e spendermi per ciò che non mi deluderà!”.

 

Sapete cosa sta accadendo nel mio piccolo cuore?

Sempre più spesso sento la voce di Dio che mi dice:

“Allarga le tue aspettative!

Ho per te progetti talmente generosi e gloriosi che le tue piccole braccia saranno incapaci di afferrarli pienamente!”.

 

«Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.

(Isaia 55:9)

 

Ma come sta scritto:

«Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano».

(1 Corinzi 2:9)

 

E’ difficile desiderare quello che non abbiamo mai visto e di cui nessuno ci ha mai parlato.

E’ difficile aspirare a ciò che non conosciamo né comprendiamo.

Per questo motivo ti sfido a fare con me una preghiera “rischiosa”:

chiedere a Dio di concederti una sbirciata ai progetti grandiosi che sta sognando per te e di concederti quel pizzico di rivelazione necessaria perché il tuo cuore inizi a sognare veramente in grande e ad aspirare a cose maggiori!


Tutti siamo creature di Dio ma non tutti siamo suoi figli.
Vuoi appartenere per sempre al Papà più affettuoso, premuroso e forte che esista?
Dio vuole darti il suo cognome e prendersi cura di te!
Se non lo hai mai fatto confessa il tuo bisogno di aiuto,
deponi ai suoi piedi il peso delle tue colpe
e invitalo a rivelarsi a te ed essere parte della tua vita.
Non fare l'errore di dire che sei una brava persona.
Sii umile e ricevi gratis l'accesso all'immenso amore di Dio
che ti è stato acquistato con il sacrificio di Gesù.
 
<< Caro Dio, perdona ogni mio peccato.
Non voglio più sentirmi smarrito.
Desidero appartenerti.
Afferra la mia mano, guida i miei passi,
riempi il mio cuore con il tuo amore
e stringimi teneramente tra le tue braccia. >>

 
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Sunday, 11 September 2016 18:29