L'amore va annaffiato

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Sunday, 29 January 2017
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Trovo che sia triste un’abitazione senza un tocco di natura e qualche spruzzata di verde qua e là.

Eppure nel mio appartamento al momento non c’è neanche una timida piantina grassa a portare un po’ di vitalità tra tanti oggetti freddi e inanimati.

Il motivo di questa mia contraddizione è che, per quanto belle e gradevoli, le piante richiedono troppe attenzioni.

Le poche che hanno avuto la sfortuna di passare per casa mia si sono sentite presto dimenticate.

Non ho, infatti, un criterio per annaffiarle.

Il più delle volte aspetto che siano le foglie appese e i fiori ricurvi a supplicarmi per un po’ d’acqua.

Diciamo che il benessere del verde non è in cima alla lista delle mie priorità!

 

Ciò che rende speciale una pianta, facendola preferibile ad un soprammobile in cristallo, è il suo essere viva.

Camminare, cioè, nella costante tensione tra la possibilità di diventare forte e crescere o il pericolo di soffrire e poi morire.

Ognuna di essa ha in sé un potenziale e un imprevedibile futuro.

Non si può mettere sulla mensola un vaso con fiori e germogli come si fa con un portafoto in argento e poi dimenticarsene.

Fare posto al verde in casa significa assumersi un impegno.

Se si vuole esserne circondati, bisogna averne cura con amore, dedizione e tanta costanza.

Io sicuramente non ho il pollice verde!

Prego, però, che la mia vita sia circondata sempre dalla vitalità e dalla bellezza che viene da buone relazioni.

 

Anche queste, come le piante, possono diventare forti e crescere, grazie a tanta cura, oppure soffrire e poi morire per negligenza.

Signore, dico spesso, insegnami a investire con costanza e dedizione nei legami importanti e liberami dal pericolo di trascurarli.

Una casa senza verde è triste ma una vita senza affetti lo è enormemente di più!

 

Ci sono legami, infatti, talmente consolidati e talmente datati, che inavvertitamente finiscono per diventare come una cornice impolverata su una mensola.

Ho costruito bene il mio matrimonio, posso concentrarmi su altre cose!

Ho allevato bene i miei figli posso dedicargli meno tempo!

Avete presente quelle relazioni che vanno avanti da sole?

Persone care che iniziamo a dare per scontate e che non cerchiamo più di conquistare né di sorprendere.

Inconsciamente siamo soddisfatti del nostro vecchio investimento d’amore e pensiamo di avere tutto il diritto di vivere di rendita.

In fondo lui, lei, loro sanno del nostro affetto!

Eppure l’amore non è un bene non deteriorabile né un alimento a lunga scadenza.

Ogni giorno ce ne vuole di fresco perché quando lo scambio d’amore si arresta la relazione inizia a soffrire.

Insomma amare è proprio un lavoro impegnativo che non conosce vacanza!

Il pericolo di scivolare lentamente verso un impoverimento dei rapporti è sempre dietro l’angolo.

E’ buono, allora, farsi ogni tanto qualche domanda per verificare lo stato di salute delle nostre relazione importanti.

 

 

-Ci siamo concessi momenti piacevoli ed esclusivi insieme di recente?

-Abbiamo avuto tempo per ascoltarci attentamente?

-Ci sentiamo più vicini e affiatati che in passato?

-Ci siamo scambiati gesti speciali d’affetto che vanno oltre i doveri della routine quotidiana?

-Siamo riusciti a sorprenderci?

 

Se le nostre risposte non sono in prevalenza affermative è segno che il nostro livello di attenzione è diminuito.

Può darsi che siamo comunque costanti nei doveri reciproci ma negligenti nel mantenere la nostra relazione fresca e vibrante.

Amare facendo solo e sempre gli stessi gesti meccanici non può bastare.

Oltre alla fedeltà e alla costanza nei mutui impegni, le nostre relazioni significative hanno bisogno di attenzioni che non siano frutto di una cura distratta dettata dalle abitudini, bensì presente e coinvolta.

Come moglie posso stirare le camicie di mio marito, aiutarlo a pulire l’auto a lucido, preparargli la sua cena preferita eppure rivolgere i miei pensieri e i miei desideri da tutt’altra parte.

Non  basta fare le azioni giuste, donare i regali giusti né dire le parole giuste.

Quando il nostro cuore non è pienamente coinvolto e la nostra attenzione è divisa, il nostro amore non arriva all’altro in modo convincente.

Anche le nostre relazioni consolidate non smettono di avere bisogno di attenzione concentrata, di gesti che vanno oltre la routine e di momenti speciali trascorsi insieme.  

Non era questo che rimproverava il Signore alla chiesa di Efeso?

 

Io conosco le tue opere, la tua fatica, la tua costanza;

so che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli ma non lo sono e che li hai trovati bugiardi.

So che hai costanza, hai sopportato molte cose per amor del mio nome e non ti sei stancato.

Ma ho questo contro di te:

che hai abbandonato il tuo primo amore.

Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti, e compi le opere di prima...

(Efesini 2:2-5) 

 

Dio si relaziona spesso con la sua chiesa come uno uomo con la sua donna.

In questo tipo di scambio si richiede una dedizione totale e un coinvolgimento pieno.

Rivolgendosi agli Efesini, il Signore lamenta di sentirsi trascurato, meno speciale e meno al centro dei loro pensieri e delle loro attenzioni.

Sebbene fossero cristiani costanti e impegnati, i loro cuori erano freddi e poco coinvolti.

Per Dio amare è una cosa serissima!

Lui detesta un amore ingrigito che sopravvive allo scorrere del tempo solo per la forza dell’abitudine.

Quando la nostra relazione con Lui inizia a soffrire, ci esorta a fare nuovi investimenti e sforzi d’affetto.

Il nostro scambio d’amore con Lui non deve consistere in doveri svolti meccanicamente bensì in parole e in azioni fresche che partono dal cuore.

 

Amare è un impegno che non finisce mai.

Nel nostro rapporto con Dio e in tutte le nostre relazioni importanti, dobbiamo costantemente vegliare perché il nostro legame non soffra e non muoia bensì si rafforzi e cresca.

 

Quant’è piacevole la tua relazione con Dio in questo momento della tua vita?

Quanto è vivo l’amore per il tuo coniuge in questo periodo del tuo matrimonio?

Quanto sei vicino ai tuoi figli emotivamente nella fase attuale della loro crescita?

Quanto sei presente nella vita del tuo migliore amico ultimamente?

 

E’ del tutto normale che le nostre relazioni significative siano un po’ giù di tono ogni tanto.

L’importante, però, è non trascurare i segnali che certe “foglie secche” ci lanciano e ricordarsi di nutrire adeguatamente quella relazione un po’ trascurata con nuovi investimenti di tempo, qualche momento speciale, qualcosa di nuovo e nuovi obiettivi affinché “la nostra pianta cresca e non muoia”!

Tutti siamo creature di Dio ma non tutti siamo suoi figli.
Vuoi appartenere per sempre al Papà più affettuoso, premuroso e forte che esista?
Dio vuole darti il suo cognome e prendersi cura di te!
Se non lo hai mai fatto confessa il tuo bisogno di aiuto,
deponi ai suoi piedi il peso delle tue colpe
e invitalo a rivelarsi a te ed essere parte della tua vita.
Non fare l'errore di dire che sei una brava persona.
Sii umile e ricevi gratis l'accesso all'immenso amore di Dio
che ti è stato acquistato con il sacrificio di Gesù.
 
<< Caro Dio, perdona ogni mio peccato.
Non voglio più sentirmi smarrito.
Desidero appartenerti.
Afferra la mia mano, guida i miei passi,
riempi il mio cuore con il tuo amore
e stringimi teneramente tra le tue braccia. >>
 

 
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