L'antidoto per la delusione

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Sunday, 20 December 2015
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Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c'è delusione.(salmo 34:5)

   Quando ti soffermi ad ammirare la bellezza di Dio, la sua luce ti illumina il viso, le tristi rughe accigliate della fronte si distendono e ti si accende in volto un’espressione felice e rilassata.

Il suo splendore ti sorprende e ti lascia spesso senza parole.

Dio è come una potente energia luminosa, se lo contempli il cuore si riscalda e ti ricarichi di una forza nuova.

In quei momenti non è possibile sperimentare delusione, ma solo tanta genuina meraviglia.

Lui è grande, bello, forte, intelligente e tanto buono.

Guardarlo con gli occhi del cuore è come ammirare un tramonto dai colori caldi e intensi: una bellezza che ti stupisce, ti pervade e poi ti eleva.

 

Eppure quando atterriamo sul pianeta terra dopo aver toccato il divino, la delusione è un sentimento che sperimentiamo ancora tutte le volte che le circostanze, gli eventi e le persone non incontrano le nostre aspettative.

Per una sognatrice, impaziente come me è quasi pane quotidiano.

“Papà” dicevo alla guida dell’auto, di ritorno a casa

“Lo sai che sono molto delusa? Io ti chiedo “A” e tu rispondi “B”...! Ogni volta è un brutto tonfo!”

Il mio cervello continuava a girare a ruota libera, ora ripercorrendo gli eventi appena vissuti, ora soffermandosi sulle emozioni che avevo provato, ora manifestando a Dio tutto il mio disappunto.

Giunta ormai sotto casa, mi accostai ai bordi della strada nell’attesa che si aprisse il cancello. 

“Ma qual’è l’antidoto per la delusione?” fu la domanda da dieci milioni di dollari che mi ridondò nella testa per un lunghissimo minuto.

“Qual’è Signore l’antidoto per la delusione? Lo voglio proprio sapere!”.

Il caos dei miei pensieri divenne silenzio.

Non mi importava più conoscere il come e il perché della mia fresca delusione, volevo solo la mia formula salva cuore.

“CHIEDIMI COSA CHIEDERMI!” fu la risposta chiara e concisa che ottenni subito dopo.

Ci volle un po' per elaborare la cosa, ma alla fine si rivelò convincente.

“Signore questa è una sfida difficile…! Con il tuo aiuto, però, ci voglio provare! In effetti è proprio l’unico modo per non sfracellarmi ogni volta!”. 

 

Presentarci ogni giorno dal nostro Papà celeste con una valanga di richieste è un’ottima cosa per la nostra relazione padre/figlio.

Dio non solo ha le risorse per provvedere, per soccorrere e per liberare, ma soprattutto ha il piacere e la gioia di farlo.

Per questo è felice quando non facciamo gli autosufficienti impettiti, ma ci rivolgiamo a Lui come bambini che non sanno allacciarsi le scarpe.

Solo relazionandoci a Lui con umiltà e senza imbarazzo, possiamo sperimentare il suo amore di papà attento, affettuoso e sempre presente.

Questo non vuol dire però che accoglierà tutte le nostre richieste e soddisferà ogni nostro capriccio.

Dio è il nostro Papà, non la lampada di Aladino.

Lui ci concederà solo ciò che per noi è veramente buono e lo farà sempre al tempo giusto e nei modi che ritiene appropriati.

 

Io altresì vi dico:

chiedete con perseveranza, e vi sarà dato;

cercate senza stancarvi, e troverete;

bussate ripetutamente, e vi sarà aperto.

(Luca 11:9)

 

Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome;

chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa.

(Giovani 16:24)

 

Ma egli rispose al padre:

"Ecco, da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo comando;

a me però non hai mai dato neppure un capretto per far festa con i miei amici;

ma quando è venuto questo tuo figlio che ha sperperato i tuoi beni con le prostitute, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato".

Il padre gli disse: "Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua.".

(Luca 15:29-31)

 

In tutta la Bibbia il Signore ci incoraggia a chiedere.

Non ci comportiamo da figli e dimostriamo di non conoscerlo se non osiamo fargli le nostre richieste per paura di disturbarlo.

Nella parabola del figliuol prodigo, il figlio sempre ligio al lavoro non osava mai chiedere nulla perché il suo orgoglio glielo impediva.

Eppure suo padre era un uomo buono e generoso che non gli avrebbe mai negato alcun bene.  

 

 … non avete, perché non domandate... (Giacomo 4:2)

 

Domandare a Dio e fargli le nostre richieste è proprio un’azione importante per noi credenti.

Permette al Signore di rivelarsi nella nostra vita e a noi di conoscerlo in un modo nuovo.

Possiamo, però, rimanere delusi se non conosciamo il cuore di Dio e di conseguenza non sappiamo quali sono le buone richieste che Lui sarà felice di concederci.  

 

… domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri. (Giacomo 4:2)

 

Se come me vuoi sperimentare meno delusione nella tua vita, accetta la sfida a “Chiedergli cosa chiedergli”.

Invece che far volare verso l’alto preghiere e desideri come palloncini che prendono quota e poi scoppiano nel vuoto, nelle tue circostanze e nei tuoi problemi, chiedi a Dio cosa sia buono e conveniente chiedere.

Sii pronto a rinunciare alle tue idee e arrenditi ai modi superiori di Dio.

Lui ti guiderà in richieste che verranno esaudite e in sentieri dove non ci sarà delusione.

 

Gridarono a te, e furono salvati; confidarono in te, e non furono delusi. 

(Salmo 22:5)

 

Tutti siamo creature di Dio ma non tutti siamo suoi figli.
Vuoi appartenere per sempre al Papà più affettuoso, premuroso e forte che esista?
Dio vuole darti il suo cognome e prendersi cura di te!
Se non lo hai mai fatto confessa il tuo bisogno di aiuto,
deponi ai suoi piedi il peso delle tue colpe
e invitalo a rivelarsi a te ed essere parte della tua vita.
Non fare l'errore di dire che sei una brava persona.
Sii umile e ricevi gratis l'accesso all'immenso amore di Dio
che ti è stato acquistato con il sacrificio di Gesù.
 
<< Caro Dio, perdona ogni mio peccato.
Non voglio più sentirmi smarrito.
Desidero appartenerti.
Afferra la mia mano, guida i miei passi,
riempi il mio cuore con il tuo amore
e stringimi teneramente tra le tue braccia. >>

 
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Sunday, 15 May 2016 17:36