L'aiuto che non aiuta

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Monday, 06 April 2015
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Ogni valle sia colmata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; i luoghi scoscesi siano livellati, i luoghi accidentati diventino pianeggianti. Allora la gloria del SIGNORE sarà rivelata… (Isaia 40:4,5)

   La vita del cristiano è un continuo colmare le lacune e  rimuovere gli eccessi.

Il Signore ci porta ogni giorno a spianare le protuberanze e a riempire le voragini, per condurci verso l’equilibrio che Dio aveva voluto per noi fin dal principio della creazione.

In ogni area della nostra vita c’è tanto da lavorare per riempire i vuoti che il peccato ha prodotto e rimuovere invece gli esuberi che ha lasciato!

 

Dobbiamo accettare l’idea che finché vivremo su questa terra saremo continuamente protesi verso questo bilanciamento, senza riuscire mai a realizzarlo perfettamente.

Vale però la pena lavorarci perché Dio sarà glorificato in noi, nella misura in cui gli permetteremo di ristabilire il giusto equilibrio in ogni sfera della nostra esistenza.

Eccedere nelle cose è facile come procedere con un pilota automatico sempre in una stessa direzione.

Essere moderati invece richiede una continua vigilanza da parte nostra, senza la possibilità di potersi mai rilassare.

“Com’è difficile trovare la misura giusta nelle cose!” ragionavo con il Signore giorni fa.

“Dio mio liberami dagli eccessi e insegnami a non andare oltre ciò che è giusto e buono!

Rendimi capace di non esagerare con mia figlia nel volerla proteggere e aiutami a non darle un aiuto eccessivo che poi non la aiuta!”.

Anche nel bene, infatti, possiamo strafare e possiamo trasformare in danno ciò che nella nostra mente è programmato come un intervento di supporto.

Ti è mai capitato di realizzare che forse le tue buone intenzioni andavano oltre il necessario?

Hai mai avuto l’impressione di aver concesso troppa libertà d’espressione alla tua voglia di fare del bene?

Hai mai avvertito la sensazione che il tuo slancio generoso era eccessivo?

Hai mai represso dentro di te una vocina che ti avvertiva che il tuo aiuto non stava più aiutando l’altra persona?

Anche quando ci troviamo nel territorio sicuro dell’altruismo, dobbiamo fare attenzione a non uscire fuori dal recinto di protezione.

Esiste, infatti, un limite anche nelle cose buone.

Quando lo varchiamo quello che nelle nostre intenzioni è nato per benedire qualcuno, può trasformarsi in male per noi e per gli altri.

 Aiutare eccessivamente il nostro prossimo significa fare quello che non ci compete, scavalcando ruoli e responsabilità.

Certo soccorrere e sostenere praticamente gli altri ci fa sentire bene e più in controllo delle situazioni, ma non è sempre il modo migliore per esprimere amore.

Quando ad esempio voglio aiutare a tutti costi mia figlia a portare a termine un compito che le è stato affidato a scuola, devo stare attenta a non trasformare la mia disponibilità in un danno per lei.

Le nostre mani tese, infatti, possono a volte comunicare agli altri, a nostra insaputa, dei messaggi poco incoraggianti:

senza di me non ce la potresti mai fare;

tu non sei capace;

io so fare tutto e tu non sai fare niente;

io non ho fiducia in te ecc..

Così come posso deresponsabilizzare.

E' difficile assumersi le proprie responsabilità quando sappiamo di avere al nostro fianco chi è pronto a fare al posto nostro la parte che ci compete.

Quando vogliamo soccorrere qualcuno dobbiamo esaminare le nostre vere motivazioni e dobbiamo sempre chiederci se la nostra intenzione lodevole di soccorrere sia veramente una buona idea.

Esiste, infatti, un tipo d’aiuto che non aiuta.

Esso è quello che non concede spazio all’altra persona di sviluppare la propria capacità di risolvere i problemi;

di conoscere Dio in modo personale;

di superare momenti di crisi;

di crescere in coraggio e determinazione

e di entrare nel  destino buono che il Signore ha per lui. 

Il pericolo di eccedere nel voler aiutare gli altri non riguarda, però, solo il nostro prossimo, ma anche noi stessi.

Spesso pecchiamo di presunzione, ci sopravvalutiamo e ci imbarchiamo in imprese più grandi di noi che ci sfiniranno inevitabilmente.

Gli eccessi produrranno necessariamente degli scompensi di vario tipo nella nostra vita spirituale, fisica ed emotiva.

Come dice l’apostolo Pietro ci sono sofferenze che ci possiamo risparmiare se impariamo a non andare oltre il territorio d’autorità che Dio ci ha affidato.

 

Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o perché s’impiccia negli affari degli altri… 

(1Pietro 4:15)

 

La crocerossina che è dentro di noi si deve sempre ricordare che è il medico a dirle cosa fare.

Come figli di Dio non dobbiamo agire nel suo nome senza dipendere da Lui.

Il nostro successo nell’essere “portatori d’amore” è muoverci sempre in stretta dipendenza dal Signore.

 

Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla. (Giovanni 15:5)

 

Anche quando le nostre intenzioni sono buone, non possiamo esimerci dal chiedere a Dio la sua guida e la sua approvazione.

Delle volte possiamo sentirci più buoni di Lui, possiamo non condividere i suoi metodi o non comprendere il suo freno a mano, ma dobbiamo fidarci:

solo Dio ci guiderà a fare sempre la cosa appropriata, nella misura giusta.

Se vogliamo diventare strumenti di benedizione, il nostro fuoco e la nostra voglia di aiutare il prossimo devono essere sempre sottomessi alla sapienza divina.

Anche nel campo dell’altruismo gli eccessi, così come le lacune, non glorificano Dio e non aiutano nessuno.

Dio ci invita a dare generosamente il nostro tempo, i nostri beni, il nostro aiuto pratico e il nostro sostegno, ma non dobbiamo fraintendere:

Lui non ci ha mai detto di farci carico delle negligenze altrui né delle loro scelte sbagliate.

Dobbiamo aiutare il prossimo solo nell’ambito del nostro ruolo e delle nostre responsabilità, con saggezza e con umiltà, affinché il nostro sforzo non sia vano, le persone siano realmente benedette e il  Signore sia glorificato.

 

Tutti siamo creature di Dio ma non tutti siamo suoi figli.
Vuoi appartenere per sempre al Papà più affettuoso, premuroso e forte che esista?
Dio vuole darti il suo cognome e prendersi cura di te!
Se non lo hai mai fatto confessa il tuo bisogno di aiuto,
deponi ai suoi piedi il peso delle tue colpe
e invitalo a rivelarsi a te ed essere parte della tua vita.
Non fare l'errore di dire che sei una brava persona.
Sii umile e ricevi gratis l'accesso all'immenso amore di Dio
che ti è stato acquistato con il sacrificio di Gesù.
 
<< Caro Dio, perdona ogni mio peccato.
Non voglio più sentirmi smarrito.
Desidero appartenerti.
Afferra la mia mano, guida i miei passi,
riempi il mio cuore con il tuo amore
e stringimi teneramente tra le tue braccia. >>

 
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Sunday, 15 May 2016 17:35