In fondo al pozzo

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Sunday, 11 October 2015
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PERDERE LA FEDE E RITROVARLA

   La giovane donna guardava curiosa nel pozzo.

Qualcuno aveva rimosso la grata che lo sigillava.

Sporse la testa e sentì echeggiare il suo respiro.

Poggiò le mani sulle pareti della cisterna e un sassolino scivolò giù facendo un sonoro splash.

“Deve essere molto profondo!” pensò divertita.

Quella per lei era un’esperienza nuova.

Dalla città da dove veniva non era facile imbattersi in un pozzo funzionante.

“Roba d’altri tempi!” pensò.

“Roba d’altri tempi!” disse un attimo dopo creando un gran rimbombo.  

Si trattenne ancora un po’ come una bimba alla scoperta del suo nuovo gioco. 

Sussurrava e gridava parole e poi aspettava che queste le ritornassero indietro come bolle di sapone che scoppiano in faccia.  

Trascorse cinque minuti veramente spassosi finché qualcosa di meno piacevole avvenne.

La giovane sollevò la grata con le sue manine delicate cercando di non pungersi con gli spuntoni di ferro arrugginito che ne delimitavano il bordo.

Con sua sorpresa constatò che non era leggera come pensava.

Facendo un grande sforzo adagiò la porticina su un angolo della bocca del pozzo per poi farla scivolare senza troppa fatica.

All’improvviso sentì un tocco freddo accarezzarle il dito su cui indossava l’anello di nozze.

Una frazione di secondo dopo vide un bagliore dorato sprofondare nella gola nera del pozzo.

Solo da pochi mesi aveva la gioia e l’orgoglio di portare sulla mano il segno del suo patto d’amore e ora la sua fede nuziale era sepolta sotto ettolitri d’acqua piovana. 

La giovane guardò a lungo il fondo oscuro e un senso d’impotenza la invase.

Sicuramente sapeva dov’era finito il suo anello, ma come recuperarlo?

“Quando il pozzo sarà senza acqua e verrà pulito.”

Fu la risposta che ottenne dal padrone della cisterna ore dopo.

“Ci vorranno diversi mesi!” aggiunse poi l’uomo quasi divertito.

L’attesa invece fu molto più lunga.

Dopo tre lunghi anni la giovane donna si ritrovò di nuovo davanti a quel pozzo.

La sua espressione, però, non era più curiosa e divertita, ma ostile e risentita verso la cisterna che le aveva sottratto la fede nuziale.

Mantenendo una distanza di sicurezza, osservava l’armeggiare di un signore alto e forte con indosso degli enormi stivali di gomma.

L’uomo afferrò con le sue mani robuste una lunga scala in legno e la fece scivolare giù nel pozzo.

Poi si calò dentro lui stesso.

“Vediamo se la troviamo…” disse scendendo dall’ultimo piolo.

Accese la torcia che aveva in tasca e scandagliò ogni centimetro della cisterna.

“Trovata! Trovata! Trovata! Trovata!” echeggiò fino alla donna la buona notizia, illuminandole il viso.

Un minuto dopo l’uomo si affacciò dalla bocca del pozzo con un mezzo sorrise sotto i baffi.

Aprì la sua mano ruvida e grossa e le dite affusolate della sposina afferrano l’anello.

“E’ solo un anello, in fondo!” disse diventando rossa in viso

“ma dispiace…lo sa? ”.

La ragazza sollevò la fede nuziale in direzione del sole al tramonto e con sorpresa constatò che era ancora lucida, perfettamente intatta e bella come il primo giorno!  

 

 

Come fu per la giovane donna e il suo anello, potrebbe capitare anche a noi di smarrire per un tempo la nostra fede nel Signore e un genuino contatto con Lui.

Può bastarci fare una scelta sbagliata e imboccare una strada non buona per sentirci improvvisamente lontani da Lui e incapaci di tornare sui nostri passi.

Quando il peso delle nostre scelte sconsiderate ci schiaccia, ci sentiamo impotenti a rimuovere gli ostacoli che ci separano da Dio.

Anche se nel profondo nel nostro cuore sappiamo che il Signore è il nostro bene più prezioso, nel tempo altre cose sono diventate in noi più persuasive di questa verità.

Se tale è la nostra condizione, la nostra salvezza sarà giungere alla fine di noi stessi e delle nostre strade sbagliate.

In questi casi Dio ci attende al varco.

Lui sa che non potremo recuperare quanto di più prezioso avevamo, senza prima esserci svuotai da tutto ciò che ci separa da Lui.  

Solo giungendo alla fine del nostro pozzo saremo disposti a ricominciare con Lui tutto da capo.  

 

Se in questo momento della tua vita senti la desolante sensazione di essere come una cisterna senz’acqua.

Non disperare!

Questa è un’occasione per ritrovare il buono che hai smarrito da tempo.

Se nel tuo peregrinare lontano da Dio ti trovi spogliato e derubato di tutto, ricorda che Gesù aspetta da tempo di farsi ritrovare da te.

Quella fede che avevi un tempo, ma che poi è sprofondata in un baratro è capace di mantenersi inalterata nel tempo.

Cogli l’opportunità, in questa stagione difficile della tua vita, di recuperarla.

Permetti a Dio di scandagliare la tua anima è di rianimare la fede in Lui che avevi un tempo!

Se hai toccato il fondo ricomincia da capo con Gesù!

Se hai perso tutto ritrova tutto con Gesù!

Se ti senti come alla fine di te stesso ritrovati afferrando la Sua mano!

 

 

«Nella mia sventura ho gridato all'Eterno ed egli mi ha risposto;

dal grembo dello Sceol ho gridato e tu hai udito la mia voce.

Mi hai gettato in un luogo profondo, nel cuore dei mari, la corrente mi ha circondato e tutti i tuoi flutti e le tue onde mi sono passati sopra.

Allora ho detto:

Sono stato scacciato dalla tua presenza.

Eppure guarderò ancora verso il tuo santo tempio.

Le acque mi hanno circondato fino all'anima, l'abisso mi ha avvolto, le alghe si sono avvolte intorno al mio capo.

Sono disceso fino alle fondamenta dei monti, la terra chiuse le sue sbarre dietro a me per sempre, ma tu hai fatto risalire la mia vita dalla fossa, o Eterno, mio DIO.

Quando la mia anima veniva meno dentro di me, mi sono ricordato dell'Eterno, e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo santo tempio.

Quelli che riguardano alle vanità bugiarde abbandonano la fonte stessa della loro grazia.

Ma io con voci di lode ti offrirò sacrifici e adempirò i voti che ho fatto.

La salvezza appartiene all'Eterno».

Allora l'Eterno parlò al pesce e il pesce vomitò Giona sull'asciutto.

(Giona 2:3-11)

 

Tutti siamo creature di Dio ma non tutti siamo suoi figli.
Vuoi appartenere per sempre al Papà più affettuoso, premuroso e forte che esista?
Dio vuole darti il suo cognome e prendersi cura di te!
Se non lo hai mai fatto confessa il tuo bisogno di aiuto,
deponi ai suoi piedi il peso delle tue colpe
e invitalo a rivelarsi a te ed essere parte della tua vita.
Non fare l'errore di dire che sei una brava persona.
Sii umile e ricevi gratis l'accesso all'immenso amore di Dio
che ti è stato acquistato con il sacrificio di Gesù.
 
<< Caro Dio, perdona ogni mio peccato.
Non voglio più sentirmi smarrito.
Desidero appartenerti.
Afferra la mia mano, guida i miei passi,
riempi il mio cuore con il tuo amore
e stringimi teneramente tra le tue braccia. >>

 
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Sunday, 15 May 2016 17:33