Prima di parlare prega fino a 10

(0 votes)
Sunday, 05 June 2016
Written by 

I bambini sono una cosa meravigliosa finché non aprono la loro graziosa boccuccia e sparano tutto quello che pensano senza esitazione e senza vergogna.

- Perché hai tutta quella pancia?

Mi ha detto con aria inorridita una piccola rappresentante della categoria.

- Non sono incinta!

Ho risposto sistemandomi la camicia che per un attimo mi si era avvolta attorno all’addome mettendolo in risalto.

- Anche se sono magra non ho decisamente un ventre piatto! E’ colpa della mia colonna vertebrale…!

Ho dovuto spiegarle per tranquillizzarla sulle “mie deformità”.

Io e la ragazza che era con me, ci siamo fissate a lungo lanciandoci occhiate divertite.

Lavorare con i bambini non è certo mai qualcosa di noioso.

Ogni volta c’è una marachella, qualche crisi di pianto e qualche loro sentenza che ti lascia interdetta.

Insomma sempre un nutrito repertorio di cose da poter raccontare di ritorno a casa.

Così avvenne quella domenica a pranzo con i miei.

 

Tra una forchettata di tagliatelle e l’altra, si rideva sulle miei disavventure e sulle famose "bocche della verità".

 

Nei giorni che seguirono, però, le schiette constatazioni di quella bambina iniziarono a tornarmi alla mente.

Soprattutto davanti allo specchio.

- Però...

Mi dicevo osservandomi di profilo.

- Ha proprio ragione: anche cercando di tenere su la schiena ho l’aria della gestante.

Bruttissima!

Dissi alla camicia incriminata.

Quella casacca che giorni prima definivo abbigliamento comodo mi sembrava improvvisamente una pessima alleata per coprire i miei inestetismi.

Il ventre tondo, che ormai avevo imparato ad accettare da anni,  mi sembrava improvvisamente più grande che mai.

Di certo non sono dovuta andare dall’analista e di certo la sincerità di una bambina tanto schietta quanto meravigliosa, non mi ha rovinato la settimana.

Quello che però ho dovuto constatare è come i commenti negativi hanno i loro effetti incontrollabili anche quando sembrano senza peso e totalmente innocui.

Non esistono in realtà critiche neutre.

Anche quelle sussurrate pacatamente, pronunciate con una risata, dette con ozio tanto per dire, hanno sempre qualche effetto demolente e una certa dose di influenza.

Danno uno strattone alle nostre certezze e indeboliscono le nostre convinzioni.

Possono aprire una breccia nella nostra mente e trovare accesso al nostro sistema operativo influenzando azioni e decisioni.

Hanno inoltre il potere di adombrare completamente tutti i buoni apprezzamenti e talvolta anche il buon senso.

Vi sfido ad andare a una festa e  ricevere una valanga di parole gentili più un’unica critica un tantino pungente.

Su cosa concentrereste la vostra attenzione rielaborando la serata di ritorno a casa?

Di solito “la partita” la vince sempre la negatività e dieci parole incoraggianti non bastano a farci buttare alle spalle una nota di disapprovazione.

 

Morte e vita sono in potere della lingua;

chi l'ama ne mangerà i frutti.

(Proverbi 18:21)

 

Le parole hanno potere.

Il potere di edificare o di distruggere, di incoraggiare o di abbattere, di infondere fiducia o di infondere sfiducia, di motivare o di demotivare, di spingere avanti o di catapultare indietro.

Le parole hanno anche un peso.

L’entità, infatti, della loro forza edificante o demolente non è intrinseca, ma dipende da chi le pronuncia e dalle motivazioni che nascondono.

Le parole negative poi hanno un potere demolente perlomeno triplo rispetto a quello edificante delle buone.

Anche quando sono monosillabi possono sembrare tonnellate sulla schiena.

E’ così che mi sentivo giorni fa dopo lo scetticismo espresso nei miei riguardi da una persona a me molto vicina.

Una breve frase buttata lì e io ero stesa emotivamente a terra sotto uno scoraggiamento pesante quanto un lastrone di cemento armato.

C’è voluto un po’ per riprendermi e riemergere da quel groviglio di pensieri grigi che era sceso su di me.

C’è voluto un po’ per ritrovare la motivazione persa e rifocalizzare la mia attenzione sulla strada giusta da seguire.

C’è voluto un po’ per risentire la grinta e la voglia di fare, crescere nuovamente fino ad arrivare a livelli accettabili per ripartire.

Tutte le parole producono il loro effetto, ma quelle negative sono sempre più influenti e persuasive di quelle buone e positive.

Un muratore lo sa: è facile buttare a terra un muro, ma quanto più tempo e fatica ci vuole invece per edificarlo!

Nella comunicazione è la stessa cosa:

la forza demolente di una parola è più forte di quella edificante di tante parole.

Non si può quindi sparare una parola negativa e poi cercare di compensarla con una gentile.

Anche quando usiamo la stessa quantità di lettere, non saremo ancora su un territorio neutro in cui gli effetti della prima sono assorbiti dalla seconda.

Questo è il motivo per cui dobbiamo abbondare nell’incoraggiamento ed essere parsimoniosi con le critiche anche quando sono di quelle costruttive.

Non dobbiamo temere di esternare ogni nostro sincero apprezzamento, ma dobbiamo essere cauti nel palesare dissensi e biasimi.

Quando l’amore per l’altra persona ci sollecita a esprimere un giudizio sfavorevole, è doveroso chiedere aiuto a Dio e ricercare la sua guida prima di proferir parola.

 

Per quanto sia una persona sensibile, io amo anche le critiche.

Persino in quelle dei miei nemici ho trovato verità che mi hanno aiutato a crescere e mi hanno spinto più in alto.

E’ meglio ricevere una verità detta male che un complimento non vero.

La cosa migliore, però, è sempre quella di sottomettere il nostro parlare al Signore e invocare la sua guida prima di dire qualcosa che, anche se utile, fa male.

Solo Dio conosce l’arte di dosare dolce e amaro, solo lui conosce i modi efficaci per parlare e i tempi opportuni per farlo.

Per questo motivo cerchiamo di ricordare a noi stessi di non apriare con facilità la bocca,  

di pregare costantemente come il salmista “Signore... sorveglia l'uscio delle mie labbra.” (Salmo 141:3) e quando siamo in procinto di esprimere una critica costruttiva non facciamolo senza invocare l’aiuto di Dio e condirla con tanto amore.

 

… sia ogni uomo pronto ad ascoltare,

lento a parlare e lento all'ira…

(Giacomo 1:19)

 

 

Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca;

ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno,

ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta.

(Efesini 4:29)

 

Tutti siamo creature di Dio ma non tutti siamo suoi figli.
Vuoi appartenere per sempre al Papà più affettuoso, premuroso e forte che esista?
Dio vuole darti il suo cognome e prendersi cura di te!
Se non lo hai mai fatto confessa il tuo bisogno di aiuto,
deponi ai suoi piedi il peso delle tue colpe
e invitalo a rivelarsi a te ed essere parte della tua vita.
Non fare l'errore di dire che sei una brava persona.
Sii umile e ricevi gratis l'accesso all'immenso amore di Dio
che ti è stato acquistato con il sacrificio di Gesù.
 
<< Caro Dio, perdona ogni mio peccato.
Non voglio più sentirmi smarrito.
Desidero appartenerti.
Afferra la mia mano, guida i miei passi,
riempi il mio cuore con il tuo amore
e stringimi teneramente tra le tue braccia. >>

 
share this item
facebook googleplus linkedin rss twitter youtube
item hits
Read 1436 times
Last modified on
Sunday, 05 June 2016 15:35