Una botola nel cielo

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Saturday, 23 July 2016
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Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. (Efesini 1:3)

Ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù. (Efesini 2:6)

 

Eravamo tanti stranieri provenienti da ogni angolo del pianeta, in un pezzetto incontaminato d’Inghilterra.

In quella tenuta antica, circondata da distese di verde, avremmo vissuto insieme per diversi lunghi mesi.

- La vedi questa foto?

Mi disse un giorno uno studente.

- Non è la pubblicità di un’agenzia di viaggi!

Questa spiaggia caraibica è casa mia:

il posto dove io vivo e a cui appartengo!

Concluse con un gran sospiro.

 

 

Attonita e senza parole per lo stupore di tanta bellezza, fu la mia prima reazione.

Desolata e piena di compassione per il mio amico, fu l’espressione del mio volto un attimo dopo.

Potevo immaginare quanto fosse difficile per lui, vivere lontano da quel tipo di mare, in un posto dove invece il sole è timido e il cielo raramente è azzurro.

-Chissà quanto ti manca!

Dissi con sincera vicinanza.

- Ti capisco bene!

La nostalgia è una brutta cosa!

Io non ho lasciato un paradiso terrestre per venire qui, ma rimpiango tantissimo il cibo italiano!

La notte sogno quintali di frutta e verdura fresca e una vita felice senza più burro!

 

 

Vivere lontani da casa non è semplice:

qualsiasi cosa vediamo viene sottoposta a inevitabili confronti e, per quanto bella,  non é mai paragonabile a ciò che già conosciamo e soprattutto ci appartiene.

 

Molti camminano da nemici della croce di Cristo … gente che ha l'animo alle cose della terra.

Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore. (Filippesi 3:18-20)

 

Come figli di Dio dovrebbe accompagnarci costantemente il disagio di essere lontani di casa e, come  eredi di un regno che non è di questo mondo, dovremmo vivere la vita con distacco, una costante sensazione di precario e una fervente aspettativa del nostro sospirato ritorno nella nostra vera patria.

 

Eppure, per quanto innamorata di Dio, devo dire che la parola cielo non ha sempre evocato in me pensieri nostalgici e tanta eccitazione.

La colpa di tutto ciò è da attribuire probabilmente alle scintillanti illustrazioni della Gerusalemme celeste di Apocalisse 21 o a pittoresche barzellette cristiane in cui i lingotti d’oro sono betonella per fare i marciapiedi.

 

-Signore lo so che le tue idee sono sempre geniali...

Ho affrontato un giorno la questione.

- ma sinceramente una casa di 18 karati e una città tutta in metallo non mi attirano molto anche se valgono una quantità incalcolabile di denaro. Che tristezza pensare a un aldilà senza natura, senza il verde dei prati, senza la maestà delle montagne, la limpidezza dell’acqua, il profumo dei fiori e il canto degli uccelli!  

Oro puro, pietre preziose, cristallo trasparente e perle giganti come sostituti di ferro e cemento, non mi aiutano troppo a capire quanto è meraviglioso il futuro che mi attende.

Ottime metafore per esprimere il massimo della purezza, della magnificenza e di quanto c’è di più prezioso.

Calzanti illustrazioni per raffigurare il culmine dell’eccellenza e della perfezione, ma pensando al cielo, mi piace immaginare che non sarà per niente come dipinto da molti:

un freddo e inanimato ammasso d’oro.

Il posto di cui Gesù parlava è casa, famiglia, intimità.

Per me Signore niente regge da sceicco.

Sarò felice di una capanna su un albero, davanti a un mare azzurro, facendo falò sulla spiaggia e giocando con te a lanciare sassi!

 

Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi... (Gesù - Giovanni 14:2-3)

 

Ultimamente, dopo aver smesso di associare la vita ultraterrena a metafore che non capisco, rivolgo sempre più spesso i miei pensieri al cielo ed ogni volta è una ventata di energia e una boccata di aria fresca.

Sì, perché oltre a Papà, Gesù e lo Spirito Santo c’è sempre tanto verde e tanto azzurro.

Certo non posso dire che prendo l’ascensore e faccio un salto lassù in pausa pranzo.

Rimango seduta sul sofà o accovacciata su una sedia, ma con il cuore mi connetto con l’alto e respiro porzioni squisite di paradiso.

E’ un po’ come parlare con i tuoi via skype quando sei fuori per un viaggio: non puoi usare tutti e cinque i sensi, ma sei felice anche solo di vederli e di sentirli.

Apro una botola oltre le nuvole e do una sbirciatina.

Cerco quella luce inaccessibile e inalo l’aria pura che respirano gli angeli.

Lì non c’è angoscia, non c’è mancanza, non c’è ingiustizia, non c’è menzogna, non c’è inganno.

Tutto è perfetto, immacolato, nuovo, vero, pieno, completo e forte.

Poi cerco Dio e mi riempio il cuore del suo amore, del suo conforto, della sua accettazione, della sua vicinanza, della sua comprensione.

Quando, in fine, è tempo di riatterrare giù tra il caos, il grigio e l’imperfetto, cerco di afferrare almeno un suo regalo da portare via.

-Ti prego almeno una parola!

Gli dico con una certa disperazione.

-Dammi una verità con cui sconfiggere le tenebre o una strategia con cui vincere una guerra.

Dammi una medicina con cui curare il dolore o una promessa con cui acquistare coraggio.  

 

Connettersi con il cielo più che far bene è proprio necessario.

Solo guardando la nostra vita dalle nuvole, recuperiamo un’ampia percezione di ogni cosa.

Solo respirando l’aria rarefatta di lassù, la nostra mente si riossigena con i pensieri giusti.

Solo attingendo dall’ottimismo del cielo, possiamo fronteggiare la negatività di quaggiù.

Solo affaciandoci nell’eternità, possiamo misurare bene il nostro tempo e trovare l’energia per lottare.

Solo stando con Gesù, lì dove la sua volontà è stabilita,  possiamo acquistare coraggio e attingere alle infinite risorse celesti per avanzare sicuri contro ogni sfida.

   

Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 

Abbiate in mente le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra... (Colossesi 3:1)

 

Tutti siamo creature di Dio ma non tutti siamo suoi figli.
Vuoi appartenere per sempre al Papà più affettuoso, premuroso e forte che esista?
Dio vuole darti il suo cognome e prendersi cura di te!
Se non lo hai mai fatto confessa il tuo bisogno di aiuto,
deponi ai suoi piedi il peso delle tue colpe
e invitalo a rivelarsi a te ed essere parte della tua vita.
Non fare l'errore di dire che sei una brava persona.
Sii umile e ricevi gratis l'accesso all'immenso amore di Dio
che ti è stato acquistato con il sacrificio di Gesù.
 
<< Caro Dio, perdona ogni mio peccato.
Non voglio più sentirmi smarrito.
Desidero appartenerti.
Afferra la mia mano, guida i miei passi,
riempi il mio cuore con il tuo amore
e stringimi teneramente tra le tue braccia. >>

 

 

 
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Sunday, 24 July 2016 17:25