La via d'uscita

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Sunday, 28 August 2016
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Signore,

dicevo pensando ad una certa situazione stagnante

qual è la chiave per uscire dal problema?

Per quanto mi sforzo di andare oltre, mi ritrovo sempre impantanata negli stessi errori e bloccata in una specie di prigione senza uscita.

Qual è la cosa che mi sfugge che devo assolutamente fare, dire o maturare per essere finalmente libera?

Penso a Giobbe che fu fuori dalla prova solo dopo aver riconosciuto la tua signoria e aver pregato per i suoi amici inopportuni, penso a Nebucodonosor che venne restituito al suo regno non appena si umiliò e riconobbe che la propria grandezza era merito tuo e penso a Stefano che si addormentò per sempre e fu liberato dal dolore non appena invocò la misericordia di Dio per la vita dei suoi assassini crudeli.

La loro svolta arrivò subito dopo le loro azioni e le loro confessioni.

Cosa mi manca per chiudere questo capitolo della mia vita?

C’è qualcosa che ritarda il mio affrancamento?

 

 

Pochi minuti dopo, mentre ero intenta a pelare le patate, mi ritrovai nel mio intimo a ringraziare intenzionalmente e analiticamente Dio per quell'area problematica della mia vita.

Cercavo con premura ogni accenno di bene e di buono, presente nella mia scomoda situazione stagnate.

Non era automatico individuare cose di cui essere grata:

dovevo concentrarmi per qualche secondo prima di trovare nuovi soggetti per cui gioire.

Ne valeva comunque la pena.

Più ringraziavo Dio più mi sentivo felice e più mi sentivo felice più cresceva in me la certezza che il Signore aveva appena risposto alla mia preghiera precedente.

Mi stava indirizzando sul sentiero della via d’uscita e questo sentiero si chiamava “gratitudine”.

Non c’era per me altro modo di uscire da quel senso di impotenza se non scavalcando le mie pietre d’inciampo con il ringraziamento.

La mia risoluzione a guardare finalmente  il problema da una prospettiva drasticamente nuova, mi aveva resa improvvisamente libera.

Perché non ero stata disposta a farlo prima?

Procedevo con il mio inventario felice e sentivo di non essere più prigioniera:

avevo la chiave per vincere, la strategia per superare i miei ostacoli inamovibili e la possibilità di potermi muovere finalmente in avanti.    

 

Ci sono situazioni stagnanti, problemi cronicamente irrisolti, aspetti di noi e della nostra vita che poco amiamo, aree della nostra esistenza piuttosto deludenti che proprio non possiamo cambiare né migliorare.  

In tutti questi casi la nostra insofferenza ha una CURA:

rivolgere la nostra attenzione verso le cose buone che il Signore ci concede nella nostra vita imperfetta e ringraziarlo per queste.

 

Quando non riusciamo a dormire, un buon rimedio è quello di intraprendere un’impresa impossibile:

cercare di contare le stelle del cielo.

Quando il nostro cuore non trova pace, possiamo recuperarla senz'altro occupando la nostra mente con un’impresa altrettanto assurda:

cercare di contare le benedizioni di Dio e i suoi regali immeritati!

 

Più cammino con Dio più ne sono convinta:

costruire forti abitudini al ringraziamento e fare continui e infiniti inventari di cose per cui essere grati è una garanzia di buona salute spirituale per ogni cristiano.

Non posso contare le aree della mia vita in cui la svolta e la vittoria sulla frustrazione sono iniziate con il ringraziamento a Dio.

Quasi sempre aprire la bocca per proclamare la bontà di Dio è stato inizialmente un atto di volontà senza trasporto e senza passione. Immancabilmente, però, seguiva una nuova e illuminante percezione del mio stato, poco dopo un profondo e sincero sentimento di riconoscenza e in fine una ventata di gioia e rinnovata speranza.

 

...né oscenità, né parole sciocche o volgari, che sono cose sconvenienti; ma piuttosto abbondi il ringraziamento. (Efesini 5:4)

 

... ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo. (Efesini 5:20)

 

Ringraziare Dio con generosità di parole e in tutte le più disparate situazioni, dovrebbe essere un’abitudine profondamente radicata in ogni cristiano.

Una vita che è il riflesso di un cuore colmo di gratitudine è evidenza di grande forza spirituale.

Per questo dobbiamo continuamente esortare noi stessi a lodare Dio per la sua bontà.

Non possiamo aspettare che le nostre circostanze e le nostre emozioni ci spingano a farlo.

Dobbiamo scegliere, come faceva il salmista Davide, di lodare Dio in ogni tempo.

Dire al nostro animo abbattuto:

“Concentrati sulla benignità di Dio!

Combatti lo scoraggiamento contando i doni che Lui ti ha fatto e cantando della sua fedeltà!”

 

Una persona pensa in media 48 pensieri al minuto e ben 70.000 nell'arco di una giornata.

Nella nostra infinità attività d’elaborazione quotidiana, quanti sono i pensieri che esprimono gratitudine a Dio?

 

In media sono invece 16.000 le parole che pronunciamo ogni giorno.

Quante di queste sono quelle che rivolgiamo a Dio come manifestazione di riconoscenza?

 

Sicuramente mai abbastanza è la risposta che tutti sentiamo di dare!

Possiamo, però, chiedere a Dio l’aiuto perché il nostro parlare e i nostri pensieri siano più conditi di “Grazie Signore!” e affinché in ogni circostanza, favorevole o sfavorevole, riusciamo sempre a trovare la forza  e lo spunto per lodare Dio con convinzione.

 

Preghiera:

Signore fa che il ringraziamento sia il mio modo di affrontare la vita e di sconfiggere “i giganti” dell’insoddisfazione e della delusione.

Che il mio cuore e la mia mente siano sempre più saturi dei giusti pensieri e della gioia che ne consegue.

Grazie, oh Dio, perché non ci sarà mai un giorno, una situazione e una circostanza in cui non potrò trovare dei motivi per cui lodarti e ringraziarti! La tua grazia verso di me, i tuoi inesauribili doni mi fanno sentire sopraffatta dal tuo amore ogni volta che cerco di contarli senza riuscire mai a farlo sufficientemente bene!

 

 

*******

Isaia 63:7

Io voglio ricordare le bontà del SIGNORE,

le lodi del SIGNORE,

considerando tutto quello che il SIGNORE ci ha elargito;

ricorderò il gran bene che ha fatto alla casa d'Israele,

secondo la sua misericordia

e secondo l'abbondanza della sua bontà.

 

1Tessalonicesi 5:18

in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

 

Atti 5:40,41

Essi furono da lui convinti; e chiamati gli apostoli, li batterono, ingiunsero loro di non parlare nel nome di Gesù e li lasciarono andare.

Essi dunque se ne andarono via dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù.

 

Tutti siamo creature di Dio ma non tutti siamo suoi figli.
Vuoi appartenere per sempre al Papà più affettuoso, premuroso e forte che esista?
Dio vuole darti il suo cognome e prendersi cura di te!
Se non lo hai mai fatto confessa il tuo bisogno di aiuto,
deponi ai suoi piedi il peso delle tue colpe
e invitalo a rivelarsi a te ed essere parte della tua vita.
Non fare l'errore di dire che sei una brava persona.
Sii umile e ricevi gratis l'accesso all'immenso amore di Dio
che ti è stato acquistato con il sacrificio di Gesù.
 
<< Caro Dio, perdona ogni mio peccato.
Non voglio più sentirmi smarrito.
Desidero appartenerti.
Afferra la mia mano, guida i miei passi,
riempi il mio cuore con il tuo amore
e stringimi teneramente tra le tue braccia. >>

 
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Sunday, 28 August 2016 16:28