Danila Ciccone

Danila Ciccone

Ti sei mai chiesto perché aiutare le persone che amiamo è tanto difficile?

Come mai il nostro affetto, la nostra disponibilità e le nostre esperienze, non sono sempre sufficienti?

Perché il nostro slancio a prestare soccorso si impantana spesso in tanta frustrazione?

Per quale motivo conoscere la via d’uscita per i nostri cari in difficoltà, non coincide necessariamente con la possibilità di poterli affrancare?

Da una posizione di forza

Saturday, 25 August 2018 08:38

La mia vita è cambiata da quando ho finalmente trovato il mio posto di Ricalibratura.

E’ lì dove vado a posizionarmi spesso.

Da quel punto confortante e sicuro riesco a valutare obiettivamente il mio vissuto, prendere le migliori decisioni e guardare verso il futuro senza paura.

Devo ammettere che durante il giorno me ne allontano continuamente finchè non prendo coscienza del mio deragliare.

Poi puntualmente torno lì dove ogni cosa trova la propria collocazione, riceve la giusta valutazione e ottiene la risposta opportuna.

 

Tutto è cominciato una mattina di primavera.

Una di quelle in cui il giorno è appena iniziato ma tu ti senti già appesantita al pensiero di ciò che ti attende, un po’ in ansia per i problemi che prevedi e confusa perchè non sai bene che strada prendere.

Non bastava il conforto di un’alba in riva al mare né la compagnia di una musica dolce.

Il cuore era agitato e la mente una giostra di pensieri.

- Signore non capisco il perchè di questa inquietudine!

Non riesco a spegnere il caos interiore e ricevere da te senza il disturbo di continue interferenze!    

Armi per vincere

Friday, 20 April 2018 07:50

Quanti versi biblici ci passano sotto il naso tutti i giorni!

Ci sono quelli scritti sul calendario appeso in cucina, quelli condivisi su whatsapp dalla chat della comunità o dalla zia cara, quelli pubblicati su facebook e quelli che ti arrivano puntualmente all'alba sullo smartphone insieme alle previsioni meteo.

Insomma siamo letteralmente bombardati dalle sacre scritture, il che è certamente un bene.

I precetti del Signore, è scritto nel vecchio testamento, sono così buoni che è opportuno scriverli sugli stipiti delle porte e citarli nel mezzo di qualsiasi tipo di conversazione perché custodi di verità che hanno il potere di renderci liberi e felici (Deuteronomio 6:1-9).

Però, ad essere sinceri, non possiamo dire che la quantità di versi biblici a cui possiamo essere quotidianamente esposti ha da sé il potere di portare cambiamento in noi e di concretizzare le promesse in essi contenute.

Il pericolo, infatti, in mezzo a un mare di versetti, è quello di svalutare il potere della parola di Dio e perdere la nostra capacità di Focalizzarci su di Una Verità alla Volta.

Qualche giorno fa, però, ho riscoperto il buono di prendere sul serio una promessa di Dio tra tante e su di essa focalizzarmi per giorni.

Devo dire che quell'unica frase che mi ha accompagnato insistentemente per una settimana, è stata capace di portare vera trasformazione.

Meditare profondamente solo su quelle poche parole, era come entrare in una scrittura tridimensionale e intraprendere un viaggio che mi ha lasciata arricchita e cambiata, oserei dire, per sempre.

E' stato per onorare la persona che mi aveva dedicato Isaia 41:10 che mi sono concessa il tempo di leggere con attenzione.

E' stata poi per la curiosità di scoprire quanta ricchezza si nascondesse in quel verso che ho iniziato a leggere il tutto in modo analitico, soppesando ogni parola.

UNA VITA LUSSUREGGIANTE - I tre segreti

Thursday, 11 January 2018 09:57

Da quando ho iniziato a camminare seriamente mano nella mano con Gesù, altri sensi, oltre i cinque normalmente conosciuti, si sono risvegliati all’improvviso.

I ricettori di una realtà non visibile si sono messi energicamente in moto, allargando enormemente la mia percezione del mondo, della vita, di me stessa, degli altri e degli eventi.

E’ come se, pur amando tanto le cose belle, la mia ammirazione si sia rivolta interamente verso tutte altre forme di bellezza non palpabili con mano né visibili con occhi.

E’ come se pur detestando tanto lo sporco e il disordine, una muffa che non puzza e un caos che non si vede, siano diventati più insopportabili di ciò che il mio corpo possa avvertire.

In pratica la dimensione invisibile, indefinibile e assolutamente non misurabile, è diventata più forte, reale e condizionante del mondo concreto, definito e misurabile dietro cui tutto ciò che conta si nasconde.  

 

Miseria, squallore, angoscia, morte, disperazione, paura ma anche vita, speranza, limpidezza, bellezza, purezza, pace, forza, sono alcune delle sensazioni astratte ma reali che calcando un territorio, entrando in un luogo, parlando con qualcuno, conversando in un gruppo, avverto in modi inequivocabili dritto al cuore.

 

Tra tutti, l’ARIDITA' è uno degli stati che subito riesco a captare ma che meno riesco a tollerare.

Non è certo una condizione di criticità e d’urgenza come l’angoscia o la paura.

Essa è piuttosto una sofferenza sottile e silenziosa che sembra non farsi troppo notare, ma che minuto dopo minuto, attimo dopo attimo, perpetua i suoi effetti di impoverimento e mancanza di fecondità.

 

Un’aridità fastidiosa è la sensazione che percepisco spesso dopo il solito zapping tra i canali TV, sfogliando una rivista che sventola stupidità, osservando messaggi che inneggiano alla morte nei murales di un sottopassaggio, essendo testimone di gesti di maleducazione al supermercato o di gratuite parole di offesa nell’ingorgo all’ora di punta.

 

Esiste, però, tra tanti, un tipo di aridità che più di ogni altra odio e combatto con tutte le mie forze.

Insieme si può

Friday, 22 September 2017 08:56

Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica.

Infatti, se l'uno cade, l'altro rialza il suo compagno;

ma guai a chi è solo e cade senz'avere un altro che lo rialzi!

Così pure, se due dormono assieme, si riscaldano;

ma chi è solo, come farà a riscaldarsi?

(Ecclesiaste 4:9-11)



E’ un po' strano in questi giorni aggirarsi per casa mia.

Dovunque mi volto vedo spazi vuoti che prima non c’erano e nuove disposizioni a cui mi devo abituare.

I mobili sono sempre gli stessi eppure dopo un giorno di spostamenti, mi sembra di vivere in un altro appartamento.

Quando poi passo davanti al forno o apro il frigorifero, non posso che sorridere.

Osservo la parete immacolata, con le ante bianche e lucide, e ricordi agitati mi affiorano alla mente.

Tutto sembra lindo e perfettamente in ordine eppure solo io so del mattone forato che sostiene l’alta colonna armadio con il piede spezzato.

L’ambiente sembra essere bello e rilassante eppure solo io so la pena, lo scoraggiamento e i momenti di sconforto per essersi imbattuti in un’impresa troppo grande.

Ringrazio Dio per il suo innegabile aiuto, ma ringrazio anche mio marito.

Senza di lui sarebbe stato impossibile pensare di fare quel lavoro immane e non solo per la sua forza fisica...

Operando insieme abbiamo sperimentato tutti i tre benefici del lavoro in coppia di cui parla l’Ecclesiaste:

INCORAGGIAMENTO, CONFORTO e RICOMPENSA.

Cuore con Zip

Wednesday, 12 July 2017 07:57

Conosco persone che consumano scarpe come si fa con le lime per unghie.

Io so custodirne un buon paio per anni ma datemi una bibbia e vi assicuro che avrà vita breve.

Anche quando ho posseduto le migliori versioni rilegate in pelle, queste sono finite sullo scaffale dei libri rotti nel giro di un paio d’anni.

Mi piace giocarci, spiegazzarne le orecchie, sfogliarle continuamente mentre ascolto un sermone, infilarle nella borsa per portarle ovunque vada, leggerle mentre faccio colazione e volto pagina con la brioche in mano, sottolinearne ogni parola che cattura la mia attenzione e annotare riflessioni con data, di fianco a ogni verso per me importante.

Le mie bibbie sono vissute, tanto vissute da sembrare cimeli ereditati dal bisnonno.

La mia ultima, però, ha avuto vita più lunga.

Anche quando la copertina frontale si è staccata in modo irrimediabile, ho continuato ad usarla in versione vissuta.

Per mesi sono andata ovunque con la mia bibbia malandata finché un giorno ho realizzato che quella copertina assente non aveva una funzione meramente estetica: alcune pagine iniziali mancavano all’appello.

Un libro senza copertina è destinato a perdere parti importanti del suo contenuto!

Per non perdersi

Sunday, 30 April 2017 17:03

Vi siete mai chiesti come faccia Dio ad osservarci ogni giorno gestire maldestramente le nostre vite eppure reprimere l’istinto di interferire con la nostra libertà decisionale?

Io me lo chiedo spesso.

So già che al suo posto non resisterei alla tentazione di ibernare momentaneamente il mondo per mettere tutte le pedine umane sui sentieri giusti e felici.

Ma Dio non fa così:

Lui ci ha voluto creature libere e non si permette di privarci di tale libertà.

La vita che ci ha data è un dono e con essa possiamo farne ciò che vogliamo, anche un gran pasticcio!

 

Bella come una madre

Wednesday, 08 March 2017 08:30

Raccolgo la sciarpa e il cappello di lana ai piedi del sedile, afferrò la busta della spesa nella zona posteriore dell’auto, infilo la testa nella tracolla della borsa, abbraccio libri e quaderni di scuola disseminati qua e là, metto tra i denti le bollette pagate e, con la goffaggine di un elefante, cerco di uscire dal veicolo senza perdere pezzi.

-Mamma,

mi dice mio figlio con la leggerezza e il buon umore di chi sembra appena evaso di galera,

-lo sai che oggi a scuola la mia compagna di banco ha detto di non sapere chi è Kobe Bryant?

- Davvero terribile!

gli rispondo nell’atto di far scorrere la cerniera della mia borsa con il mio unico dito libero.

Nel contempo procedo a passo svelto verso casa.

Fermo i libri con il mento e l'avambraccio e riesco a frugare con tutta la mano tra un groviglio di fazzoletti, penne e carte fedeltà, ma senza riuscire a trovare niente.

A questo punto mi sarebbe spuntata una goccia di sudore sulla fronte se fossi il tipo da sudorazione abbondante, ma grazie a Dio non è il mio caso.

Ancora linda e asciutta  mi specchio nella vetrata delle scale mentre però il nervosismo inizia a scendermi dritto allo stomaco con spasmi che conosco bene.

- Lo sai che il padre di Kobe ha giocato nel campionato italiano negli anni 80?

continua a erudirmi sul suo sport preferito, il più appassionato fan di NBA di tutto il centro Italia.

- Davvero???

rispondo con tono coinvolto, cercando di dimostrare interesse e di non pensare assillantemente all’espressione scortese  con cui la signora all’ufficio postale aveva cercato di rovinarmi la giornata.

 

L'amore va annaffiato

Sunday, 29 January 2017 17:33

Trovo che sia triste un’abitazione senza un tocco di natura e qualche spruzzata di verde qua e là.

Eppure nel mio appartamento al momento non c’è neanche una timida piantina grassa a portare un po’ di vitalità tra tanti oggetti freddi e inanimati.

Il motivo di questa mia contraddizione è che, per quanto belle e gradevoli, le piante richiedono troppe attenzioni.

Le poche che hanno avuto la sfortuna di passare per casa mia si sono sentite presto dimenticate.

Non ho, infatti, un criterio per annaffiarle.

Il più delle volte aspetto che siano le foglie appese e i fiori ricurvi a supplicarmi per un po’ d’acqua.

Diciamo che il benessere del verde non è in cima alla lista delle mie priorità!

 

Ciò che rende speciale una pianta, facendola preferibile ad un soprammobile in cristallo, è il suo essere viva.

Camminare, cioè, nella costante tensione tra la possibilità di diventare forte e crescere o il pericolo di soffrire e poi morire.

Ognuna di essa ha in sé un potenziale e un imprevedibile futuro.

Non si può mettere sulla mensola un vaso con fiori e germogli come si fa con un portafoto in argento e poi dimenticarsene.

Fare posto al verde in casa significa assumersi un impegno.

Se si vuole esserne circondati, bisogna averne cura con amore, dedizione e tanta costanza.

Io sicuramente non ho il pollice verde!

Prego, però, che la mia vita sia circondata sempre dalla vitalità e dalla bellezza che viene da buone relazioni.

Forte e coraggioso

Sunday, 01 January 2017 11:45

Tra tutti i variopinti libri che compongono la Bibbia, trovo che il titolo di “più avvincente” spetti proprio a Giosuè:

una raccolta esaltante di storie di conquista!

Leggo della presa di Gerico e il fascino di una vita avventurosa, mi fa venire una gran voglia di procedere con la stessa fede audace verso le mie sfide impossibili.

Mi sento immancabilmente stimolata a guardare verso il futuro con ottimismo e aspettativa, malgrado gli ostacoli che ho davanti, perché con Dio niente è davvero impossibile!

Che eccitazione avanzare verso nuovi territori:

lo stimolo del nuovo con il brivido dell’ignoto, la speranza di cose belle e maggiori con l’adrenalina della sfida!

 

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