Armi per vincere

Venerdì, 20 Aprile 2018 07:50

Quanti versi biblici ci passano sotto il naso tutti i giorni!

Ci sono quelli scritti sul calendario appeso in cucina, quelli condivisi su whatsapp dalla chat della comunità o dalla zia cara, quelli pubblicati su facebook e quelli che ti arrivano puntualmente all'alba sullo smartphone insieme alle previsioni meteo.

Insomma siamo letteralmente bombardati dalle sacre scritture, il che è certamente un bene.

I precetti del Signore, è scritto nel vecchio testamento, sono così buoni che è opportuno scriverli sugli stipiti delle porte e citarli nel mezzo di qualsiasi tipo di conversazione perché custodi di verità che hanno il potere di renderci liberi e felici (Deuteronomio 6:1-9).

Però, ad essere sinceri, non possiamo dire che la quantità di versi biblici a cui possiamo essere quotidianamente esposti ha da sé il potere di portare cambiamento in noi e di concretizzare le promesse in essi contenute.

Il pericolo, infatti, in mezzo a un mare di versetti, è quello di svalutare il potere della parola di Dio e perdere la nostra capacità di Focalizzarci su di Una Verità alla Volta.

Qualche giorno fa, però, ho riscoperto il buono di prendere sul serio una promessa di Dio tra tante e su di essa focalizzarmi per giorni.

Devo dire che quell'unica frase che mi ha accompagnato insistentemente per una settimana, è stata capace di portare vera trasformazione.

Meditare profondamente solo su quelle poche parole, era come entrare in una scrittura tridimensionale e intraprendere un viaggio che mi ha lasciata arricchita e cambiata, oserei dire, per sempre.

E' stato per onorare la persona che mi aveva dedicato Isaia 41:10 che mi sono concessa il tempo di leggere con attenzione.

E' stata poi per la curiosità di scoprire quanta ricchezza si nascondesse in quel verso che ho iniziato a leggere il tutto in modo analitico, soppesando ogni parola.

Written by

UNA VITA LUSSUREGGIANTE - I tre segreti

Giovedì, 11 Gennaio 2018 09:57

Da quando ho iniziato a camminare seriamente mano nella mano con Gesù, altri sensi, oltre i cinque normalmente conosciuti, si sono risvegliati all’improvviso.

I ricettori di una realtà non visibile si sono messi energicamente in moto, allargando enormemente la mia percezione del mondo, della vita, di me stessa, degli altri e degli eventi.

E’ come se, pur amando tanto le cose belle, la mia ammirazione si sia rivolta interamente verso tutte altre forme di bellezza non palpabili con mano né visibili con occhi.

E’ come se pur detestando tanto lo sporco e il disordine, una muffa che non puzza e un caos che non si vede, siano diventati più insopportabili di ciò che il mio corpo possa avvertire.

In pratica la dimensione invisibile, indefinibile e assolutamente non misurabile, è diventata più forte, reale e condizionante del mondo concreto, definito e misurabile dietro cui tutto ciò che conta si nasconde.  

 

Miseria, squallore, angoscia, morte, disperazione, paura ma anche vita, speranza, limpidezza, bellezza, purezza, pace, forza, sono alcune delle sensazioni astratte ma reali che calcando un territorio, entrando in un luogo, parlando con qualcuno, conversando in un gruppo, avverto in modi inequivocabili dritto al cuore.

 

Tra tutti, l’ARIDITA' è uno degli stati che subito riesco a captare ma che meno riesco a tollerare.

Non è certo una condizione di criticità e d’urgenza come l’angoscia o la paura.

Essa è piuttosto una sofferenza sottile e silenziosa che sembra non farsi troppo notare, ma che minuto dopo minuto, attimo dopo attimo, perpetua i suoi effetti di impoverimento e mancanza di fecondità.

 

Un’aridità fastidiosa è la sensazione che percepisco spesso dopo il solito zapping tra i canali TV, sfogliando una rivista che sventola stupidità, osservando messaggi che inneggiano alla morte nei murales di un sottopassaggio, essendo testimone di gesti di maleducazione al supermercato o di gratuite parole di offesa nell’ingorgo all’ora di punta.

 

Esiste, però, tra tanti, un tipo di aridità che più di ogni altra odio e combatto con tutte le mie forze.

Written by

Insieme si può

Venerdì, 22 Settembre 2017 08:56

Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica.

Infatti, se l'uno cade, l'altro rialza il suo compagno;

ma guai a chi è solo e cade senz'avere un altro che lo rialzi!

Così pure, se due dormono assieme, si riscaldano;

ma chi è solo, come farà a riscaldarsi?

(Ecclesiaste 4:9-11)



E’ un po' strano in questi giorni aggirarsi per casa mia.

Dovunque mi volto vedo spazi vuoti che prima non c’erano e nuove disposizioni a cui mi devo abituare.

I mobili sono sempre gli stessi eppure dopo un giorno di spostamenti, mi sembra di vivere in un altro appartamento.

Quando poi passo davanti al forno o apro il frigorifero, non posso che sorridere.

Osservo la parete immacolata, con le ante bianche e lucide, e ricordi agitati mi affiorano alla mente.

Tutto sembra lindo e perfettamente in ordine eppure solo io so del mattone forato che sostiene l’alta colonna armadio con il piede spezzato.

L’ambiente sembra essere bello e rilassante eppure solo io so la pena, lo scoraggiamento e i momenti di sconforto per essersi imbattuti in un’impresa troppo grande.

Ringrazio Dio per il suo innegabile aiuto, ma ringrazio anche mio marito.

Senza di lui sarebbe stato impossibile pensare di fare quel lavoro immane e non solo per la sua forza fisica...

Operando insieme abbiamo sperimentato tutti i tre benefici del lavoro in coppia di cui parla l’Ecclesiaste:

INCORAGGIAMENTO, CONFORTO e RICOMPENSA.

Written by
Pagina 1 di 10