Un po' antipatici e con qualche nemico

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Mercoledì, 06 Aprile 2016
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Ho proclamato la tua giustizia nella grande assemblea; ecco, io non tengo chiuse le mie labbra; o SIGNORE, tu lo sai. Non ho tenuto nascosta la tua giustizia nel mio cuore; ho raccontato la tua fedeltà e la tua salvezza; non ho celato la tua benevolenza né la tua verità alla grande assemblea. (Salmo 40:9-10)

   Ci sono situazioni in cui, prima di aprire la bocca, ho la consapevolezza che sono prossima a rendermi antipatica per qualcuno.

 

E’ un rischio, però, che sono pronta a correre.

 

 

La gioia di essere di benedizione per coloro hanno un cuore ben disposto e il desiderio di vedere il regno di Dio espandersi, mi costringono ad aprire la bocca anche se risulterò irritante per quanti invece hanno un atteggiamento critico, scettico o ermetico.

 

Non possiamo piacere a tutti.

 

E’ un dato di fatto!

 

Voler piacere a tutti è il miglior modo per non concludere NULLA e non piacere a NESSUNO.

 

Eppure, inconsciamente, è quello che stiamo inseguendo, se ci sentiamo offesi e restiamo delusi davanti a qualche critica e qualche espressione ostile.

 

Sembrare un po’ antipatici e talvolta farci qualche nemico, è il rischio che attraversiamo quando condividiamo davanti a molti le cose belle che Dio fa nella nostra vita e le conquiste che ci concede. 

 

“E’ meglio che taci altrimenti passerai per quello che vuole mettersi in mostra!”

 

“E’ meglio non dire niente, potresti dare ai nervi a qualcuno!”.

 

Sono alcuni dei pensieri che ci attraversano la mente molto spesso, quando siamo in procinto di parlare di Dio e di ciò che Lui fa per noi, davanti a un gruppo di amici, su una chat o all’interno di una conversazione tra colleghi.

 

Certo è meglio tacere e mettersi un cerotto sulla bocca se il nostro vero scopo è quello di PAVONEGGIARE e mostrare a tutti quanto siamo bravi e superiori.

 

Quando il nostro desiderio, però, è innalzare il nome di Dio e BENEDIRE il nostro prossimo, è meglio per noi salire sopra uno sgabello e parlare possibilmente attraverso un megafono!

 

Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l'ascolta. (Efesini 4:29)

 

Nella sua esortazione agli Efesini, Paolo non voleva incoraggiare ad aprire sempre la bocca senza filtrarne mai il contenuto e le motivazioni.

Quando abbiamo la testimonianza interiore dello Spirito Santo che le parole che ci sgorgano dal cuore rispondo ad un bisogno preciso di chi abbiamo davanti, non dobbiamo permettere a niente e nessuno di ostacolare la benedizione che abbiamo per il nostro prossimo.

 

La nostra timidezza, la preoccupazione di perdere punti agli occhi di alcuni, il timore di compromettere certi equilibri delicati, il peso esagerato che diamo all’opinione altrui, il nostro desiderio di compiacere tutti e non offendere nessuno, un’educazione eccessivamente preoccupata della propria reputazione, un paralizzante indottrinamento religioso ossessionato dal “non sbagliare”, sono alcuni dei mille inibitori che vogliono chiuderci la bocca anche quando è il caso di aprirla.

 

Le motivazioni che ci inducono a tacere le verità che sappiamo, a nascondere il buono che abbiamo ricevuto e a non condividere le cose belle che abbiamo sperimentato, spesso, pur sembrando tanto pie, sono le funi con cui il nemico ci rende totalmente incapaci di propagare il bene.

 

Ogni volta che riesce a tapparci la bocca con certi timori, non solo impedisce al nostro prossimo di ricevere qualche benedizione, ma ci confina sempre più in un’esistenza triste che non sa diffondere e perpetuare le ricchezze ricevute.

 

...ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra… (Matteo 25:25)

 

Quando andiamo verso il prossimo, c’è sempre il rischio di non essere accettati.

 

Quando condividiamo le benedizioni ricevute, c’è sempre la possibilità che qualcuno potrebbe sentirsi minacciato dalle nostre parole o infastidito dalla nostra gioia.

 

Resta comunque un rischio che dobbiamo essere disposti ad attraversare se vogliamo contagiare con il nostro entusiasmo e stimolare altri con la nostra esperienza.

 

Per essere strumenti nelle mani di Dio in grado di toccare altre vite, sarà inevitabile sperimentare un po’ di disprezzo e disapprovazione.

 

La cosa, però, non deve spaventarci né scoraggiarci!

 

E’ semplicemente del tutto normale.

 

Nessuno può pretendere di piacere a tutti e aspettarsi di essere sempre capito.

 

Per raggiungere il cuore di molti dobbiamo sperimentare il disprezzo di alcuni.

 

Per portare a termine le missioni che Dio ci mette nel cuore, dobbiamo andare avanti malgrado qualche critica e un po’ di incomprensione.

 

Essere di benedizione significa esporsi.

 

Incontrare un po’ di opposizione è il prezzo inevitabile che tutti i vincitori devono essere disposti a pagare.

 

La gioia di essere di benedizioni per gli altri non ci deve essere rubata dal timore di essere sgraditi a qualcuno.

 

Quando abbiamo la certezza che ci stiamo muovendo nella guida di Dio, diversi lo metteranno in dubbio, ma la cosa non deve sorprenderci né distrarci.

 

Dobbiamo andare verso le persone che stanno aspettando le nostre parole e il nostro incoraggiamento.

 

Per essere usato da Dio come strumento d’incoraggiamento e di benedizione, sei disposto anche a incontrare un po’ di opposizione?

 

Ad alcuni non piacerai e ad altri darai ai nervi.

Alcuni di criticheranno e altri ti invidieranno.

A te, però, non deve importare perché ancora più numerosi sono coloro che stanno attendendo le tue parole, il tuo messaggio e il tuo entusiasmo.

 

Lascia che Dio ti guidi e non permettere mai che il timore dell’uomo ti fermi o ti tappi la bocca.

 

Se sarai una benedizione per MOLTI, cosa importa se darai fastidio a QUALCUNO? 

Tutti siamo creature di Dio ma non tutti siamo suoi figli.
Vuoi appartenere per sempre al Papà più affettuoso, premuroso e forte che esista?
Dio vuole darti il suo cognome e prendersi cura di te!
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deponi ai suoi piedi il peso delle tue colpe
e invitalo a rivelarsi a te ed essere parte della tua vita.
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<< Caro Dio, perdona ogni mio peccato.
Non voglio più sentirmi smarrito.
Desidero appartenerti.
Afferra la mia mano, guida i miei passi,
riempi il mio cuore con il tuo amore
e stringimi teneramente tra le tue braccia. >>

 
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Lunedì, 25 Aprile 2016 18:04